Arte e cultura

C’è una cosa che ha sempre contraddistinto Fratelli Branca, sia come azienda che come famiglia: la creatività. Ne sono un ottimo esempio i manifesti pubblicitari del secolo scorso, ma anche le campagne stampa e TV attualmente in pianificazione. Perché essere autentici ed eleganti è una cosa, esserlo in modo creativo è un’altra: la parola ai nostri spot.
ANNUNCI PUBBLICITARI

Nell’archivio di Fratelli Branca il primo annuncio risale al 14 febbraio 1865. È stato pubblicato su La Perseveranza, un quotidiano di tendenza moderata particolarmente influente stampato a Milano tra il 1859 al 1922.
L’annuncio era, per così dire, “agli inizi”: una stampa di circa cm 10×10 con indicata un’abbreviazione delnome di prodotto insieme a vari curiosi contenuti. Il”Fernet”, così era definito quello che sarebbe poi passato alla storia come “Fernet-Branca”, era presentato come un rinomato liquore dalle proprietà benefiche, particolarmente indicato per curare febbre e stati d’ansia.

Col passare degli anni, gli annunci diventano sempre più importanti.
Nel 1876, infatti, con l’uscita del primo numero del Corriere della Sera, la presenza dei Fratelli Branca copre anche la stampa quotidiana.
Le proprietà benefiche del prodotto prendono sempre più importanza: vengono pubblicate testimonianze di primari di ospedali e case di cura, con tanto di stemmi e timbri di certificazione. Tra questi, di particolare importanza, è stato l’Ospedale Fatebenefratelli di Milano, che grazie alla testimonianza del direttore, Padre Nappi, hacontribuito ampiamenteall’affermazione del “Fernet-Branca”.

L’autore dei soggetti acquarellati è Rodolfo Paoletti, nato a Venezia nel 1866, socio insieme a Fratelli Branca della tipografica F.lli Tensi e autore di eleganti copertine del “Secolo XX”. I disegni, che rappresentano donne e uomini nei costumi di vari Paesi, erano probabilmente destinati a una serie di figurine in stile collezione Liebig, un tempo di gran moda.

Fratelli Branca, sin dai primi anni dopo la prima guerra mondiale, ha impostato la comunicazione col fine di darle un’immagine di alto profilo:
la realizzazione dei cartelloni è stata affidata a grandi figure italiane e francesi; manifesti e “pubblicità” hanno visto all’opera le migliori agenzie del tempo (Les Affiches Maga di Bologna, Acme-Dal Monte di Luigi Dal Monte e Agenzia III di Umberto Notari).

Tra i grandi nomi che hanno firmato la comunicazione di Fratelli Branca ricordiamo Di Cappiello, Jean D’Ylen e Marcello Dudovich.

Gli anni successivi alla seconda guerra mondiale sono, per Fratelli Branca, a dir poco decisivi. Ricostruiti gli stabilimenti dopo i bombardamenti del 1943, vengono pianificate campagne su due nuovi importanti media destinati a cambiare la storia: la radio e la TV.

Il primo spot trasmesso durante i Caroselli serali, caratterizzato da sculture di plastilina che prendono e da una colonna sonora incalzante, riscuote non solo l’apprezzamento della critica, ma anche quello del pubblico.

A supporto degli spot, vengono realizzate iniziative e gadget di vario genere: manifesti, espositori, bicchieri dal design particolare, sottobicchieri, portaghiaccio, dispenser e posacenere. Tra gli “slogan” più importanti degli spot ricordiamo “È così che piace, forte e puro dopo il pranzo” (1967), “Digestimola” (1975), “Sopra tutto, Fernet Branca” (1981), “Pregio e privilegio” (1990) e “Brrrr, Brancamenta” .

Branca ha creato un archivio fotografico con tutte le insegne pubblicitarie allestite nei bar e nei ristoranti di un tempo. Le fotografie, scattate tra il 1890 e il 1950, sono una fonte unica nel loro genere: forniscono una documentazione straordinaria riguardo edifici e arredi dei locali pubblici. La collezione insieme ad altro materiale pubblicitario, è stata oggetto di una mostra allestita nel novembre del 1981 nelle sale del Museo Teatrale alla Scala, di cui Bernardino Branca, nel 1913, è stato finanziatore.

Nel penultimo decennio dell’Ottocento inizia quella che viene chiamata l’età d’oro del manifesto liberty italiano. La tendenza viene dalla Francia, dove l’esperienza della cromolitografia consente la stampa di manifesti a colori di grande formato.

I Fratelli Branca non perdono l’occasione per utilizzare questa nuova tecnica nella propria comunicazione: dal 1886 viene prodotta una serie di calendari per il mercato italiano e straniero che ha come soggetto principale l’elemento femminile.

Gli artisti che hanno firmano questi calendari sono tra i più famosi del periodo: Giuseppe Amisani, Elio Stelminig, Plinio Codognato, Osvaldo Ballerio, Achille Luciano Mauzan e Leopoldo Metlicovitz.

L’aquila che afferra la bottiglia di Fernet-Branca mentre sorvola il mondo appare per la prima volta all’interno dei calendari Branca nel 1895.
Dopo alcuni anni di utilizzo, il 27 novembre 1905, il logo è stato ufficialmente depositato presso il Ministero dell’Economia Nazionale.
Il marchio, che negli anni è diventato il simbolo dell’azienda, ha origini importanti: l’autore è Leopoldo Metlicovitz, nato a Trieste nel 1868, uno degli artisti più rappresentativi del suo periodo, un punto di riferimento per tanti giovani talenti, primo fra tutti Marcello Dudovich.

Museo Branca

Il Museo Collezione Branca, desiderio e orgoglio della famiglia, è stata inaugurato il 4 giugno 2009. Non è solamente un museo che racconta la storia dell’azienda: è un luogo dove gli oggetti di produzione diventano espressione, comunicazione d’avanguardia, testimonianza della relazione con il territorio.

Ospitato nello storico stabilimento di Milano, in via Resegone, 2, il museo occupa una superficie di oltre 1.000 mq, ed è frutto di dieci anni di selezione, catalogazione e allestimento. Il risultato è un’emozionante raccolta di materiali iconografici (dalle prime insegne alle immagini in bianco e nero), poster firmati dai più rinomati cartellonisti (ricordiamo Metlicovitz con il suo soggetto dell’aquila diventato il celebre logo dell’azienda) e bozzetti di campagne degli anni Settanta e Ottanta. A questi materiali si aggiungono mortai, alambicchi e distillatori, il tutto raccolto nella magica atmosfera creata dagli aromi delle erbe e delle spezie utilizzate in produzione.

Il Museo Collezione Branca è aperto il lunedì, mercoledì e venerdì alle 10.00 e alle 15.00, su prenotazione o invito, a gruppi di massimo 25 persone.

Visite guidate in italiano e inglese (su richiesta).

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Torre Branca

Disegnata da Giò Ponti, la torre Branca è considerata una vera opera d’arte. Esile e trasparente, vera sfida architettonica, è stata eretta a tempo record, soli due mesi e mezzo, nel 1933, in occasione della quinta mostra Triennale.
Sono stati costruiti anche sei grandi archi isolati, temporanei, progettati da Sironi: Milano ha acquistato l’esclusiva europea di un’esposizione internazionale triennale delle arti decorative e industriali.

Divenuta inagibile, la Torre andò “fuori servizio” nel 1972. Fu interamente restaurata e resa nuovamente accessibile, dalla Fratelli Branca, di cui ora porta il nome in omaggio alla città di Milano.

Quando decise di realizzare questo progetto, l’obiettivo di Branca era consegnare al Milano sia un ristorante-bar, sia uno spazio in grado di ospitare manifestazioni. Ma non è tutto. Tra le finalità dell’azienda, da sempre impegnata nello sviluppo della cultura sociale, c’era anche quella di risvegliare l’orgoglio di Milano. Come? Creando un punto di riferimento creativo, una nuova realtà proiettata nel futuro.

Alla base della Torre Branca, venne così realizzata una struttura portante metallica, a pianta semicircolare, ispirata agli elementi e allo stile della torre stessa. Tutto nel rispetto delle architetture monumentali del Parco adiacente (Palazzo dell’Arte, Castello, Arena e Arco della Pace). La copertura e la parete sul lato del parco, in cristallo trasparente ad alta resistenza, consentono una suggestiva visione prospettica della Torre, e una piacevolissima vista sull’area verde circostante.

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Ciminiera Branca

Il progetto di restyling della #CIMINIERABRANCA, di via Resegone a Milano, in occasione della celebrazione dei 170 della Fratelli Branca Distillerie, nasce dal desiderio dell’azienda di trasformare un elemento architettonico così imponente e grigio quale era la ciminiera, in un’opera di street art che valorizzasse lo stabilimento e la città di milano, rappresentando in chiave moderna la ricetta segreta di Fernet-Branca e delle sue 27 erbe.

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Museo Carpano

Branca, in collaborazione con Eataly e i servizi Museali della città di Torino, ha dedicato un museo alla storia del marchio Carpano e del vermut.

Il Museo Carpano, ubicato al primo piano dell’ex stabilimento, propone un percorso che guida i visitatori in un viaggio che parte da Torino, nel 1786, quando Antonio Benedetto Carpano inventò la bevanda favorita del Re nell’antica bottega di Piazza Castello, e arriva fino a Milano, ai giorni nostri, alle distillerie Fratelli Branca.

Orario: Lun-Ven: 10.30-21.30

Per informazioni:
Museo Carpano – Via Nizza 230 – 10100 Torino, Italia – Tel. +39 011 19506801

BRANCA E LA CULTURA

La famiglia Branca ha sempre dimostrato una grande attenzione alla cultura e al contesto sociale, alle sue trasformazioni e alle sue esigenze. Sensibile alle novità e alle avanguardie suggerite dalla tecnica e dalla tecnologia, la comunicazione Branca si è dunque spesso trasformata anche in eventi ed esperienze di vita, intervenendo ai cambiamenti occorsi in Italia e nel mondo, come è avvenuto ad esempio per la partecipazione alle grandi esposizioni del Novecento. 

La famiglia ha promosso diverse iniziative culturali collegate al territorio e all’ambito in cui opera, come il recupero della Torre del Parco Sempione di Milano, oggi Torre Branca, la Collezione Branca allestita all’interno del complesso produttivo di Milano che viene aperta al pubblico il 4 giugno 2009, la trasformazione dello stabilimento di Saint-Louis (Francia) in uno spazio espositivo permanente d’arte moderna, il Museo Carpano.

 

Proprio alla luce di  questo legame storico tra l’azienda e la cultura, in tutte le sue sfumature, oggi la Fratelli Branca Distillerie continua a promuovere e  sposare attività culturali realizzate su iniziativa propria o in collaborazione con associazioni locali, nazionali e internazionali.

Dal 2008, infatti, la Fratelli Branca Distillerie organizza, in Argentina, il concorso “Arte Unico”, aperto a tutti i creativi argentini che propongono le proprie interpretazioni artistiche del mondo Branca, dal logo storico alle bottiglie, dalle campagne storiche ai simboli della comunicazione. (aggiungere gli stessi visual utilizzati per il moodboard)

 

Dallo scorso luglio,negli spazi aziendali, la Fratelli Branca Distillerie ha ospitato due eventi, tra i più rilevanti in termini culturali per la città di Milano: i festival “Milanesiana” e “Letteralmente”.

 

Durante la Milanesiana, che propone un palinsesto ricco di incontri, concerti ed eventi legati al teatro, alla musica, alla letteratura e al cinema, la Fratelli Branca ha ospitato la presentazione dell’ultimo libro del noto cantautore Francesco De Gregori “LA VANITÀ E LA BELLEZZA DELLA MUSICA”, scritto in collaborazione con Antonio Agnoli.

Lo scorso 21 Marzo, invece, presso gli spazi della sede storica degli uffici Branca, siti in via Broletto 35, l’azienda ha preso parte alla quarta edizione di “Letteralmente Festival” incentrata quest’anno sul tema “Informazione É Democrazia”. Il Festival, fondato nel 2014 dallo scrittore Moreno Gentili, è dedicato ai valori della Cultura Civile e propone un fitto palinsesto di incontri nei più importanti luoghi della cultura milanese. Per questa edizione, Branca ha ospitato il concerto dal vivo di Marco Massa, cantautore milanese definito dal giornalista Vincenzo Mollica “Uno dei migliori autori attualmente in circolazione”.

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